Bologna Connect

Trattoria Anna Maria in Giappone

Haruko Sakino

Articolo pubblicato nel sito web giapponese SAPORITA (www.saporitaweb.com), gestito dalla coppia di giornalisti giapponesi Signori IKEDA, che vivono a Firenze ed hanno pubblicato molti libri sulla cultura culinaria italiana.
Autrice dell’articolo, giornalista ed anche gourmet, Haruko Sakino insegna cucina a Tokyo e scrive specialmente sulla cultura culinaria italiana ed anche giapponese
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Anna Maria -Continua tenere il gusto della mamma-

Haruko Sakino(giornalista di Tokyo,Japan)

Ormai non si sente quasi più dire “la cucina della mamma è sempre la migliore”

E’ sempre più forte in Giappone, come in Italia, l’emancipazione sociale femminile, e sempre più frenetica la realtà in cui viviamo.

Frasi come “la cucina della mamma resta sempre la migliore”, le sentiamo soprattutto da donne dai 30 anni in su.

In altre parole, parlano delle loro madri che sono per lo più già nonne.

Per cui da una ragazza sui 20 anni , si sentirà dire che chi è brava in cucina è la nonna, non la mamma.

Si dice che il tratto peculiare della cucina italiana si trovi nelle specialità locali, nel gusto della tradizione casereccia, che viene tramandata così com’è di madre in figlia.

Pensavo che passare di ristorante in ristorante per provare le delizie locali, fosse un modo per conoscere il cibo italiano.. ma questa convinzione è stata presto smentita.

“Annamaria” e’ il nome di una trattoria Bolognese.

La trovate in una vietta laterale di Viale dell’indipendenza, non distante dalla stazione.

Il nome è quello della proprietaria, che, da sola, gestisce da sempre sia il locale che il menu.

Arrivata alla settantina, ha deciso di lasciare la gestione della cucina al suo allievo, ma nonostante questo, continua ad occuparsi personalmente del rifornimento degli ingredienti, scelti nella campagna Bolognese, sua terra natia.

La prima volta che l’ho incontrata, mi ha accolta con lo stesso calore e affetto con cui salutava le persone che conosce da tempo. Ma non si stancherà a fare così per tutti i clienti che arrivano?

..Volgendo lo sguardo alla finestra, scorgo nel portico una figura femminile, intenta ad impastare un dolce, mentre soffia una fresca brezza serale..

Annamaria è nata nel 1950 a Sasso Marconi, vicino a Bologna.

Dopo avere preso la licenza elementare, ha iniziato a lavorare come cameriera all’età di 7 anni.

L’apertura del ristorante risale al 1985. Non essendo sposata, Annamaria ha deciso di intraprendere questa attività volgendo lo sguardo al futuro.

Al giorno d’oggi, il fatto che una donna possieda e gestisca un negozio, non è più poi così raro. Negli anni ’80 invece, le cose erano ben diverse.

Pensando a quanto poco avanzata fosse l’emancipazione femminile di quel tempo, solo una donna davvero decisa e determinata avrebbe potuto sfidare l’ostilità della mentalità di allora ed entrare a far parte di un mondo, quello del business, ad appannaggio maschile.

Questo perché Annamaria non si è limitata solamente alla professione di cuoca, ma si è spinta fino alla gestione economica del locale.

A quel tempo erano pochissime le donne capaci di una scelta simile.

Una donna doveva imparare dalla madre a cucinare, sposarsi e pensare alle faccende domestiche, perchè “così doveva essere”.

Anche se Annamaria non si e’ sposata, ha decisamente ereditato dalla madre i segreti dell’arte culinaria emiliana, che ora in molti possono gustare alla trattoria.

Si può dire che l’ “Annamaria” sia un connubio ben riuscito tra affari e calore familiare.

Tuttavia, questa non è solo il tratto peculiare del ristorante, ma piuttosto il modo d’essere e pensare di Anna Maria stessa.

Ad esempio, la pasta viene sempre tirata a mano, e non vengono usati macchinari di nessun genere. Il calore delle mani è lo strumento migliore, si dice.

L’impasto ha una combinazione precisa, un uovo ogni 100 grammi di farina.

Il piatto forte dell’Anna Maria sono ovviamente i tortellini in brodo, preparati secondo una ricetta segreta che comprende mortadella, prosciutto cotto, lonza e grana padano.

Per dessert, un meraviglioso gelato al limone.

La texture della crema soffice e spumosa è morbida. Questo risultato non si potrebbe ottenere senza il lavoro manuale e le fruste, che sbattendo a forte velocità l’impasto arrivano a far scomparire il  gusto della buccia di limone.

Annamaria è fermamente convinta che il gusto del cibo preparato interamente a mano non si possa riprodurre utilizzando macchinari. Ecco perchè continua a cucinare cibi tipici, secondo le tradizioni caserecce, sia che per la trattoria, che per la propria tavola.

Entrati nella trattoria, lo sguardo cade subito sulle innumerevoli illustrazioni e cartoline incorniciate che riempiono il locale.

All’inizio Anna Maria aveva avuto l’idea di usarle come decorazioni per attutire i costi dell’apertura del locale.

E’ come se fossero dei messaggi, delle impronte lasciate dai clienti che sono passati alla trattoria.

Se ci si guarda intorno, la sensazione e’ di essere circondati.

Non sono poche anche le persone famose.

Su questi muri sono riuniti assieme cantanti lirici, direttori d’orchestra, politici, atleti..

Tra tutti questi nomi famosi però c’è anche lo spazio per i messaggi degli amici più stretti. Anzi , non c’è distinzione di categoria tra i clienti, famosi che siano o meno; i loro messaggi e foto sono appesi tutti allo stesso modo.

“Non mi piacciono le cose innovative”, dice Annamaria.

La sua filosofia è mantenere in vita fino alla fine le cose ereditate dai saperi di una volta.

I cibi della tradizione, sono imbibiti di cultura, storia e vita delle persone.

E ovviamente lo sono anche quelli di Annamaria.

“Questo è qualcosa di cui ci stiamo completamente dimenticando al giorno d’oggi”, dice.

Che ci sia una relazione con il fatto che le mamme  italiane d’oggi ormai non cucinano più?

Se le persone abituate ai cibi pronti assaggiassero i piatti di Anna Maria, non diventerebbero nostalgiche dei sapori di una volta?

Ho questo dubbio da quando ho sentito la frase “la mia nonna è bravissima in cucina”.

Ma dopo aver incontrato Annamaria il dubbio ha iniziato a dissolversi.

Lei ha già pensato a tutto.

Ha nominato come suo successore Simonetta Cesari, che lavora alla trattoria con lei da 32 anni, e ha anche pensato all’educazione culinaria e artigianale degli altri membri dello staff.

Preservare i gusti della tradizione. Tramandare i saperi artigianali.

Tramandare le tradizioni alle prossime generazioni, in modo che passino di madre in figlia.

Annamaria lo sta facendo, grazie alla sua trattoria. E continuerà a portare avanti il fascino di quel tempo andato in cui era comune dire “la cucina della mamma è sempre la migliore”.

Tutti quelli che vengono alla trattoria hanno conosciuto il gusto della cucina della mamma.

Con il cambiar dei tempi, è cambiato anche il modo di vivere delle donne, e non si può tornare indietro.

Il gusto della cucina casereccia riscalderebbe il cuore sia un bolognese che un turista a li per caso.

Il solo pensiero di voler perpetuare e gustare un sapore, basta a tenerlo in vita.

Negli ultimi tempi anche a Bologna è avanzata l’urbanizzazione. Agli edifici medievali si mescolano nuove intricate costruzioni e strade. Così, camminando per le viette citadine, mi era venuta voglia di varcare la soglia dell’Annamaria.

Ad attendermi c’erano dei piatti che racchiudevano in sé i sapori di un tempo, portati avanti da una donna amante della tradizione.

Per finire, vorrei aggiungere che Bologna è una città in cui si vive davvero bene.

Ogni volta che vado in Italia, mi fermo a Bologna.

Non avrà l’eredità culturale di Roma o Firenze, ne’ la moda di Milano, ma mi ci fermo.

Perchè mi piacciono le persone.

Ogni volta che passeggio per la città trovo qualcuno con cui parlare, quasi come fossimo amici.

A cercare bene, è una città piena di cose meravigliose.

Se volete fare un viaggio in luogo dove potere sentirvi a casa, allora andate a Bologna.

Se più persone possibili potessero ricordarsi di questi sapori, sarebbe sicuramente qualcosa di cui la città di Bologna potrebbe andare fiera. E anche Anna Maria.

Tanto amata dai Bolognesi, nel 2012 Anna Maria è stata premiata per i suoi meriti con il “Premio Cinema Academia Barilla”, attraverso un cortometraggio che racconta i suoi traguardi e progetti, sponsorizzato da Barilla. Il titolo era “Tagliatelle e Buonanotte al secchio.

La produzione è della ben nota cineteca di Bologna

“Anna Maria” invece e’ un documentario di 18  minuti che porta in scena metà della vita della chef.

E sarei entusiasta di vedere il film tratto dalla sua biografia non ancora finita.

http://www.academiabarilla.it/italian-food-academy/premio-cine/storie-cucina-2012.aspx

(Il video del “Terzo Premio”)

Articolo originale in giapponese su

www.saporitaweb.com -> Bologna&Emilia Romagna

La Filarmonica in Tournèe in Giappone

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Oltre 20.000 persone hanno tributato un successo entusiastico ai Filarmonici del Teatro Comunale di Bologna, in tournèe per la prima volta in Giappone.
L’Orchestra è stata protagonista dell’Opera Madama Butterfly di Giacomo Puccini, diretta dal bravissimo Direttore Carlo Tenan, al Kyoto Opera Festival. Nella splendida cornice del castello Nijo, patrimonio dell’umanità UNESCO, è stata ambasciatrice della tradizione lirica italiana in Giappone. Presente ad una recita anche la Principessa Nobuko della casa imperiale giapponese, insieme al Sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna Francesco Ernani e al Presidente della Filarmonica Giorgio Zagnoni.
Dopo Kyoto, l’Orchestra si è spostata sul palco del Bunkamura di Tokyo, per alcuni concerti lirico-sinfonici di chiusura nella capitale giapponese.

L’Emilia Romagna arriva a San Francisco

In anteprima su Bologna Connect l’articolo scritto da Mary Tolaro – Noyes, Ambassador dell’Associazione e di prossima uscita sul giornale The Semaphore di San Francisco.

Emilia-Romagna Arrives in North Beach!

 

The Italian Homemade Company

716 Columbus Avenue (Between Filbert and Greenwich Streets)

San Francisco, California

415/712-8874

Open Tuesday—Sunday 8:00AM-8:00PM (Closed Monday)

The Italian Homemade Company opened in North Beach on August 21, 2014 and the authentic piadina romagnola (a flat, unleavened bread made with wheat flour, olive oil, salt and water) is finally here, along with other food specialties from Emilia-Romagna. This north central Italian region includes Parma, Modena, Bologna, Ravenna—and Rimini, the home of the piadina romagnola, and of the young couple who just arrived in our neighborhood. Alice Romagnoli (Ah-lee-chay) and Mattia Cosmi (Ma- tee-ah) fell in love with San Francisco this summer for its beauty and culture. Alice explained, “It is a city with a human dimension, comfortable for living.” They chose North Beach both because it reminded them of home and also because the neighborhood lacked a locale offering fresh handmade pasta, the piadina, and other specialties from Emilia-Romagna. Historically, their new location was once a ravioli factory, which pleases them very much, since one of their missions is to carry on the cultural and food traditions of their Italian heritage. The proprietors are young and creative. They offer authentic Italian Street Food–Italian fast food that is made-to-order in about five minutes, tasty, and healthy.

A sensory experience begins immediately upon walking in the door of The Italian Homemade Company. A huge pot of ragù Bolognese simmers on their stove and the aroma of fresh bread welcomes me, and every customer, as do the friendly smiles of the newly married couple.

The large space has the feel of a big Italian kitchen. To the left of the door, a huge chipped white antique hutch displays common tools of a family’s busy home kitchen: a potato ricer (for the gnocchi) and a rolling pin (for the pasta al mattarello), the only tool they use to make their handmade pasta.

To the right of the door in the back, a steam table and display, an industrial stove and huge grill dominate. However, the most important space is tucked in the right front corner: the Pasta Lab. The magic originates there, where Alice and her assistants create the dough for the fresh pasta and piadina.

A wood plank-eating bar and a few chairs offer customers a place to eat inside. They hope to expand the eat-in possibilities in the near future. Meanwhile, their Italian Street Food menu functions just fine.

This menu includes a variety of made-to-order fresh pasta dishes with a choice of sauce, as well as three baked pasta options, one of which is normally Lasagna with Bolognese Sauce. The signature sandwich begins with the piadina bread, which resembles a tortilla, and is stuffed with a variety of traditional fillings, including, but not limited to, imported meats and cheeses. The bread is cooked on the grill as you wait and the chosen fillings added while it is still warm. The cassone sandwich looks like the traditional Italian calzone. The piadina bread dough is shaped into a circle folded in half over one of a variety of traditional fillings, sealed and then grilled.

Besides the above regional sandwich and pasta selections, vegetable fillings and side dishes are prepared everyday: tomato, pepper, and onion au gratin, grilled seasonal vegetables, and garden-fresh greens and vegetables. Beverages include soft drinks, juices, and bottled water, both sparkling and still.

Fresh pasta and gnocchi and the sauces to compliment them are also available to prepare at home: tagliatelle, pappardelle, potato gnocchi, and meat and/or vegetable ravioli. Some daily surprise pasta specials appear as well, depending on the weather, the fresh ingredients available, and the whim of Alice and Mattia!

A recent conversation with Alice emphasized the couple’s sincerity and intention to participate in the life of our community. When asked, “Why should someone want to eat here?” she answered, “We have done it all ourselves, from the signs to the table, and we are very proud of our work and what we offer. We are young people who respect our traditions and want to share them. We do not use pasta makers, only the rolling pin and the best ingredients, just as I learned from my grandmother Maria in Rimini. As with anything else in life, one must begin with the basics. One must know how to use her hands and all the senses to understand the process and arrive at the wonderful final product. The process takes time to learn, but the results allow her to give something precious to others. That is the goal of our business here: the tradition of authentic Italian Street Food for you in North Beach, and for the visitors who come here.”

As one who has spent considerable time in Bologna and Emilia-Romagna for the last twenty years, I encourage you to check out The Italian Homemade Company. You will not be disappointed.

Mary Tolaro-Noyes, author of Bologna Reflections: An Uncommon Guide and Gathering Chestnuts: Encounters Along the Way. Both books are set in the Emilia Romagna region and are available through Amazon.com and other web bookstores.

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La città a misura di bambino

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Comincia oggi la 9’ edizione de La Città dello Zecchino (Bologna, 5-6-7 settembre 2014), manifestazione interamente dedicata ai bambini di età dai 0 ai 12 anni, al loro mondo e alle loro famiglie, ma anche a tutti gli operatori dell’infanzia. Nata nel 2006 su iniziativa dell’Antoniano di Bologna per festeggiare la 50esima edizione dello Zecchino d’Oro, si è trasformata in un appuntamento fisso, che ogni anno accoglie i bambini e li aiuta a scoprire, divertendosi, i tanti tesori della città. E’ articolata in tre giornate ricche di giochi, laboratori, spettacoli, visite guidate, concerti e iniziative speciali.
Nell’ambito del programma della manifestazione, l’Associazione Bologna Connect è lieta di invitarvi ai 4 laboratori di lingua e cultura cinese per bambini, nel corso dei quali Antonella Orlandi, vice-presidente di Bologna Connect ed insegnante di Cinese, presenta una breve e divertente introduzione alla lingua, attraverso attività pensate per i bambini, quali musica, canto, colori e giochi, per divertirsi ed imparare come parlano e cosa mangiano i bambini cinesi. I laboratori si svolgeranno domenica 7 alle ore 10 – 12 – 14 – 16 presso la postazione “Come si dice tortellino in cinese?” al Parco della Montagnola, Via Irnerio 2/3.
Siete tutti invitati!
Per info ed iscrizioni:
http://www.cittadellozecchino.it/
http://www.cittadellozecchino.it/programma/78-come_si_dice_tortellino_in_cinese.html

Un Ambassador di Bologna Connect a Portland

Mary Tolaro Noyes, ambassador di Bologna Connnect in San Francisco, ha partecipato ad un evento su BOLOGNA negli Stati Uniti a Portland , dal 6 giugno al 9 giugno. Per 4 giorni, diverse attività (Aperitivo, Foto show, lezione di cucina, proiezione del film “L’uomo che verrà”) organizzate dall’associazione La vita bella per celebrare i 10 anni di gemellaggio tra Bologna e Portland.

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Il 27 Marzo a San Paolo in Brasile Bologna Connect presenta “la Dotta, la Grassa e la Rossa”

Ci sono città nel mondo che, nonostante siano divise da migliaia e migliaia di km, potrebbero definirsi “parenti”, per le loro similitudini, per la cultura, le tradizioni e soprattutto per la gente; in questo caso parliamo di San Paolo in Brasile e Bologna in Emilia Romagna, ma ciò che le accomuna più di tutto sono gli italiani. San Paolo conta un gran numero di immigrati italiani ed è proprio per questo motivo che l’associazione di promozione territoriale, Bologna Connect, ha deciso di portare la sua impronta nel capoluogo brasiliano.

Il giorno 27 Marzo 2014 p.v., alle ore 19 del Brasile, a San Paolo, presso l’Istituto Culturale Italo-Brasiliano – ICIB, localizzato in Rua Frei Caneca, 1.071 si assisterà ad un evento intitolato: “la Dotta, la Grassa e la Rossa”. Ovviamente il titolo fa riferimento a Bologna, e verranno presentate le eccellenze del territorio Emiliano-Romagnolo, con la proiezione di immagini e video del Comune di Bologna, dalla Presidente del Circolo Emilia-Romagna di San Paolo, l’Avv. Caroline Ricciluca; ci sarà un collegamento diretto tra San Paolo e Bologna, con la Presidente di Bologna Connect, Dott.ssa Laura Bizzari, che introducendo cenni storici d’arte, di cultura, di gastronomia e di lingua italiana darà il via anche ad una divertente lezione a cura di Arca Bologna in collaborazione con ICIB; infine ci sarà una degustazione di prodotti tipici.

Lo scopo dell’evento è far conoscere alla gente di San Paolo la cultura, la lingua italiana, e tutto ciò che il territorio Emiliano Romagnolo offre, attraverso Bologna Connect, impegnata con grande passione, da qualche anno, a “portare il mondo a Bologna e Bologna nel mondo”. Ringraziamo per il patrocinio e la collaborazione la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bologna, la Provincia di Bologna, l’istituto Culturale Italo-Brasiliano ICIB, la scuola di italiano per stranieri ARCA, il Circolo Emilia-Romagna di San Paolo, Città d’arte Emilia-Romagna, Ospitalità Bologna.

Nel mondo si parla di Bologna

>>Corriere Viaggi on line (14 Febbraio): articolo di Rita Bertazzoni dedicato a Bologna e alla proposta di visitarla in occasione della mostra “La Ragazza con l’Orecchino di Perla”.

>>The Guardian (14 Febbraio): articolo di Charlotte Bailey dedicato a Bologna e alla proposta di frequentarvi un corso di italiano.

>>The Telegraph (20 Febbraio): articolo di Helen Massy-Beresford, dedicato a trascorrere 36 ore a Bologna città e ai suoi verdi dintorni, in coincidenza con la mostra “La Ragazza con l’Orecchino di Perla”.Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. Ut enim ad minim veniam, quis nostrud exercitation ullamco laboris nisi ut aliquip ex ea commodo consequat. Duis aute irure dolor in reprehenderit in voluptate velit esse cillum dolore eu fugiat nulla pariatur. Excepteur sint occaecat cupidatat non proident, sunt in culpa qui officia deserunt mollit anim id est laborum.ciao

February in Emilia Romagna: things to do, see and learn

Are you planning a trip to Italy’s Gastronomic Paradise, Emilia Romagna? Want some more ideas on what to do? Or are you curious to learn more about what Emilia Romagna has to offer? Check out some of our favorite links from this month!

1. On March 3 Massimo Bottura, owner of 3 Michelin Star “Osteria Francescana”in Modena, will receive the prestigious “White Guide Global Gastronomy Award 2014.” For more details check out the article and make sure to visit his acclaimed restaurant! (Italy Magazine.)

2. Sarah of ItalyProject365 visits one of Emilia Romagna’s lesser known yet prized city of Dozza! (ItalyProject365.)

3. The Independent explains why Bologna will enhance any winter vacation! (The Independent.)

4. A Modern Foreign Languages teacher from the UK offers powerful insight on learning a language in the beauty of Bologna! (The Guardian.)

by Candice Whitney Bologna Connect

Expo 2015, pronto il progetto per gli italiani all’estero

Lo ha detto il Sottosegretario a Expo Maurizio Martina. Oggi Silvia Bartolini a Roma per tavolo operativo con Consulte regionali

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Logo Expo

La presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo Silvia Bartolini è oggi a Roma, nella sua veste di coordinatrice delle Consulte regionali e degli uffici regionali per l’emigrazione, per l’insediamento del tavolo operativo con le rappresentanze degli italiani all’estero, al fine di studiare le modalità di partecipazione dell’«altra» Italia a Milano Expo 2015.

«Prende forma – ha detto il Sottosegretario all’Expo Maurizio Martina in occasione della visita a Milano del Presidente del Consiglio Enrico Letta – un progetto molto ambizioso legato all’Esposizione Universale: fare del 2015 l’anno del viaggio in Italia per tutti gli italiani ‘di fatto’, ovvero quelli che vivono nel mondo, e sono decine di milioni. Per tutti quei nonni e nipoti, che spesso hanno anche un cognome italiano ma che non hanno mai visto l’Italia, ci sarà un progetto speciale, ricco di offerte vantaggiose e di proposte piene di cultura, accoglienza, mare, montagna, tradizione e gastronomia».

Si tratta – ha annunciato Martina – di «un progetto speciale che, con il Commissario Giuseppe Sala e la società Expo 2015, stiamo elaborando e che sarà illustrato in dettaglio giovedì 13 febbraio, in occasione dell’inaugurazione della BIT, insieme al Ministro del Turismo Massimo Bray e al Commissario europeo per l’Industria e l’Imprenditoria Antonio Tajani. Un progetto italiano, che avrà nell’Esposizione Universale di Milano il suo baricentro, ma che riguarderà tutta la nazione.Questa sarà una delle iniziative più importanti del semestre di Expo 2015 per le sue ricadute economiche e di promozione nazionale».

-IBC Regione Emilia Romagna

Pubblicato il 12/02/2014 


I racconti di Violetta”: l’IBC per la valorizzazione dei luoghi storici dell’Emilia-Romagna

In occasione del Bicentenario Verdiano l’IBC promuove uno spettacolo itinerante che unisce i linguaggi della prosa, della poesia e della lirica. Dopo Bologna e Imola, ora tocca a Modena il 1 marzo.

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Saranno dieci gli appuntamenti che vedranno il coinvolgimento di altrettanti luoghi d’arte: musei, biblioteche, dimore e teatri storici dell’Emilia Romagna che nel tempo sono stati in più occasione oggetto di progetti di studio, valorizzazione e restauro promossi dall’IBC.
L’Istituto, nell’ambito delle celebrazioni del Bicentenario Verdiano, sta infatti promuovendo una particolare iniziativa culturale, si tratta dello spettacolo curato da Gabriele Duma “Racconti di Violetta” dalla Traviata di Verdi.

Racconti di Violetta” è un atto unico che unisce i linguaggi della prosa, della poesia e della lirica. Una sorta di ”Traviata” in forma di racconto musicale. Una favola vera, in cui i più importanti momenti del canto verdiano si intrecciano con l’accorata narrazione proposta da due testimoni particolari: Annina e Giuseppe, due fedeli servitori, custodi della magica e misteriosa dimora che ospitò gioie e dolori della Signora delle Camelie.
Lo spettacolo è itinerante:
Ai Musei Civici di Modena, alle 17.30, il terzo appuntamento in regione.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

-IBC Regione Emilia Romagna

Pubblicato il 12/02/2014